i nostri maladaptive: confrontiamoci

Andare in basso

i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da fantastico il Gio Ago 17, 2017 11:45 am

ciao a tutti,
ne soffro tantissimo fin da piccolino. Ricordo che passavo ore e ore sulla bicicletta, o mentre ascoltavo musica, facendo avanti e indietro, immergendomi in una realtà fantastica, dove interagivo con delle persone esistenti e non. Potevano essere anche personaggi di telefilm, di cartoni animati ecc ecc.
Perchè lo faccio? a volte perchè semplicemente mi piace, altre volte per cause diverse. Puoi farlo per svariati motivi...
Io non sono daccordo sul fatto che la causa di questo disturbo sia riconducibile ad una vita noiosa, isolata. Io credo invece sia esattamente il contrario, che sia cioè questa patologia a determinare l'isolamento, l'abbandono della vita reale, creando probabilmente anche problemi relazionali e di impaccio di fronte a situazioni reali.
E' sin da adolescente che cerco di sbarazzarmi di sta cosa qui, ma senza risultati.

C'è da dire che soffro anche di disturbo ossessivo compulsivo, il che mi ha portato a frequentare diversi neurologi nel corso della vita, che mi hanno somministrato dei farmaci che prendo tutt'ora.
Ad alcuni di loro ho parlato anche di questo disturbo, a due per l'esattezza: uno l'ha diagnosticato come disturbo ossessivo, l'altro invece come una forma di disturbo psicotico.

Ho dimenticato di dire che la patologia si è poi evoluta con il tempo, nel senso che, a casa, mi capita spesso di parlare da solo, mentre fantastico, facendo attenzione a non farmi udire dai miei.
A volte passo ore e ore a parlare da solo, provo a bloccarmi, ma non ci riesco.

I farmaci che prendo non mi aiutano: spesso dopo averli presi per attutire alcuni fenomeni del disturbo ossessivo, mi ritrovo a fantasticare con entusiasmo....

Come fare? ce lo dobbiamo tenere? Shocked

Il guaio è che non ci sono cure, dal momento che la scienza non sa cos'è, da che cosa dipende, e pertanto non sa come classificarlo e come curarlo....

Vi ritrovate con quanto da me detto? anche a voi per esempio capita di parlare da soli? o conducete una vita isolata?

fantastico

Messaggi : 4
Data d'iscrizione : 24.06.17

Visualizza il profilo

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da Admin.Valeria il Mer Ago 23, 2017 11:05 pm

Ciao Fantastico!

Premetto che non ho più un vero problema con il mdd. Si può uscirne. Non ce lo dobbiamo tenere. Quando parlo qui, distinguo il periodo più recente, che è come vivo adesso, e il passato, il cui il mdd era un problema. Ad oggi fantastico ancora, ma non mi crea più grossi problemi, solo magari a dormire. Non mi toglie grosse fette di tempo, non interferisce con la mia vita e con le relazioni. E' più un intrattenimento occasionale.

Per quanto riguarda quella che chiamo la mia fase critica, che è quella peggiore, in cui mi sono resa conto di avere un problema ma non riuscivo ad uscirne, le cose erano molto più complicate.
Non parlavo da sola a voce alta. Credo sia perchè avessi imparato a non farlo. Ricordo che da piccola mia madre mi avesse detto di smettere di borbottare e mi resi conto che non andava bene far trapelare quel mondo. Il mdd può essere perfezionato ad arte, puoi imparare a mantenerlo discreto, a farlo in pubblico, a far sembrare che sei lì mentre sei da un'altra parte. Un'arte deleteria.

La maggior parte del tempo non ho vissuto isolata, più che altro ero molto timida e insicura e avevo poche amicizie, certe anche molto belle, ma c'era sempre un ambiente in cui mi sentivo isolata, diversa dagli altri e spesso anche derisa. L'amicizia singola funzionava, il gruppo decisamente no.
Nella fase critica ho anche vissuto per un periodo da sola e questo peggiorava le cose. A volte mi rendevo conto di non aver parlato con nessuno tutto il giorno, avevo udito solo voci nella mia testa. Una persona normale avrebbe fatto una telefonata, sarebbe uscita di casa, avrebbe acceso la tv. Io no. Sembrava tutto irreale.

Il mdd non è direttamente causato da una vita isolata, ma da una vita insoddisfacente sì. Magari potete pensare che la vostra vita non sia insoddisfacente. Io lo pensavo. Tutto sommato le cose andavano bene, ero fortunata. Solo che non ero io! C'era tanto, tanto, tanto di me che dovevo scoprire, tanta anima che aveva sete di vita, di altro. Ci sono voluti anni per arrivarci! Bisogna scandagliare i fondali della psiche e trovare cosa è stato bloccato e lavorarci.


_________________
Valeria Franco

www.maladaptivedaydreamingitalia.com
avatar
Admin.Valeria
Admin

Messaggi : 41
Data d'iscrizione : 19.03.17
Età : 33
Località : Arzignano (Vicenza)

Visualizza il profilo http://www.maladaptivedaydreamingitalia.com

Torna in alto Andare in basso

Ciao fantastico

Messaggio Da Lunaxel il Lun Nov 13, 2017 6:05 am

Ciao fantastico, sono daccordo con te, non è il tipo di vita che conduciamo a determinare la vita fantastica in cui ci rifugiamo. Non credo che questo sia un probema psichiatrico, forse un disturbo di personalità, fors una nevrosi, chissà... temo che illudersi di poterlo eliminare crei in noi aspettative irraggiungibile che portanofrustrazione e di conseguenza una maggiore fuga nel nostro mondo mentale. Ricordo un giorno, da adolescente, in camera mai. Quand'ero piccola dicevo ai miei, ingenuamente, che sognavo ad occhi apertiprima di dormire. Mi chiesero sorrdendo inteneriti perché, e io rispondevo che programmavo i sogni notturni (non sempre però sognavo quello ch immaginavo) Poi la cosa ha preso il sopravvento. T dicevo, ero seduta da sola in camera mia. Dopo un minuto "mi "sveglio" e guardo l'orologio: erano passate due ore. Avevo pensato, fantasticato, viaggiato nelle mie storie per due ore, mentre avevo avuto l'impressione che fosse passato un battito di ciglia. Piansi con un'amarezza e una disperazione che non si possono esprimere a parole. Vedo dal tuo post che mi puoi capire come nessun altro. Quello è stato il momento i cui ho capito che la mia distrazione era qualcosa che andava oltre il carattere e la personalità, sentirsi "non normale" è terribile le prime volte. Ho pianto tanto, ogni volta che mi rendevo conto di essere fuori posto, un elemento estraneo. Sono cresciuta sentendomi un gabbiano in un mondo di pesci bellissimi, o sentendomi come il pesciolino rosso nella boccia di vetro sullamensola, che oseerva il mondo degli altri, la vita cos' efficiente e adattata degli altri, attraverso un filtro. Spesso mi sono sentita come murata, la classica principessa delle fiabe, rinchiusa nella torre. Ma la torre, inespugnabile, sono io. Ho imparato ad avere una vita social, provo piacere a stare con gli altri, ma mai quanto a stare da sola. La mia "parvnza di normalità" sembra reggere, anche grazie al fatto che ho un marito speciale che sembra accettare le mie stranezze ele mie inadempienze. A volte ho paura prego perché continui a giustificarmi, capisco la tua volontà di eliminare il problema, ma... non crdo sia eliminabile. Dobbiamo imparare a gestirlo, a controllarlo, Ma non possiamo sperare di riuscirci se non impariamo ad accettarci ed amarci com siamo. E' vero, non possiamo aver le stesse prestazioni degli altri, né dal punto di vista qualitativo né dal punto di vista quantitativo. Ma una società che valuta un essere umano in base all'efficienza dal punto di vista emotivo, cognitivo, emotivo, relazionale, scolastico e lavorativo e non considera l'universo-persona... bè, è una società malata, che deve cambiare. Questo non vuol dire che possiamo pretendere di dire che siamo "normali" (scusami, passami il termine, ma è quello che penso veramente), o che abbiamo il diritto di perdrci in noi stessi tralasciando le nostre responsabilità, ma vuol dire che siamo persone con un enorme valore, con potenzialità e doni come gli altri. Dobbiamo gestire la nostra fantasia compulsiva, al pari di una qualsiasi altra compulsione, ma il nostro valore non solo umano ma il nostro valore come elementi attivi e importanti della società, non è minimamente discutibile. Ammettere di essere "diversi" non vuol dire ammettere di essere inutili, privi di capacità e così via. Ti auguro buona giornata. Spero che mi leggerai e magari mi risponderai. Un abbraccio Cool

Lunaxel

Messaggi : 28
Data d'iscrizione : 12.11.17
Località : Piemonte

Visualizza il profilo

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da Costolina il Dom Dic 10, 2017 1:41 pm

Ciao Lunaxel, sto leggendo adesso i tuoi messaggi ed è un piacere conoscerti. Il Maladaptive Daydreaming ha così tante sfaccettature che descriverlo in maniera esaustiva mi sembra cosa impossibile. Pertanto penso che la possibilità di poter confrontare esperienze e pensieri tra noi sognatori offra molti spunti di riflessione: più di una volta mi è capitato di rivalutare esperienze del mio vissuto nel momento in cui notavo una certa affinità con le esperienze altrui.
Io sogno da quando ero bambina, lo facevo già in età prescolare, ma è diventata una pratica più intensiva a partire dagli 8 anni. Credo di aver sempre sognato tanto, anche se, quando ancora ero piccola, lo consideravo quasi un superpotere. Nessuno dei miei amici aveva tanta fantasia! Smile Nel momento in cui, crescendo, ho realizzato che si trattasse di qualcosa di non-normale, sono anche profondamente cambiata caratterialmente, e dall'essere una bambina molto spigliata e sicura di sè, sono diventata quello che sono adesso, ovvero una persona con scarsa autostima, molto critica verso se stessa.
Dicevo che, quanto meno parlando per me, non sarei in grado di dipingere un quadro completo che spieghi cosa sia per me il maladaptive daydreaming, perché è parte integrante di me, e il mio giudizio in merito è sempre in continuo cambiamento. Talvolta lo considero il mio più grande problema, quello che non mi permetterà di raggiungere i miei traguardi, che rovinerà la mia vita e dunque la mia felicità. Altre volte, invece, convivo benissimo con le mie fantasie e anzi, torno a considerarlo come un punto di forza. Quindi effettivamente esprimendo un giudizio sul MD, ammetterei che sarebbe sempre viziato dal mio stato d'animo, e non sarebbe affatto oggettivo.
Anche io quindi, a volte vedo tutto nero, però preferisco sempre mantenere un atteggiamento positivo. Non condivido infatti quanto scritto da te in merito alle "prestazioni".
Lunaxel ha scritto: E' vero, non possiamo aver le stesse prestazioni degli altri, né dal punto di vista qualitativo né dal punto di vista quantitativo. Ma una società che valuta un essere umano in base all'efficienza dal punto di vista emotivo, cognitivo, emotivo, relazionale, scolastico e lavorativo e non considera l'universo-persona... bè, è una società malata, che deve cambiare.

Penso che dare la colpa alla società attuale sia un modo per deresponsabilizzarsi. Sono assolutamente d'accordo con te e critica nei confronti della cultura della produzione e del consumo, in cui ci riduciamo ad essere questo, produttori e consumatori. Però credo che sia estremamente sottile il limite tra l'avere una coscienza critica ed arrendersi a sterili convinzioni che, difatti, poi a nulla portano. Diciamo che, per fare un paragone, è come un disoccupato che si lamenta della sua condizione di disoccupato incolpando molto genericamente Governi, politici, banche e chi più ne ha e più ne metta; poiché sussiste un colpevole, la sua condizione è giustificata e non proverà nemmeno a fare un colloquio di lavoro.
Adesso, poiché il mondo in cui viviamo è questo e di certo non cambierà perché noi vogliamo che cambi, io penso che la soluzione sia cambiare il come noi vediamo il mondo dall'interno.
Non è vero che noi non possiamo raggiungere le stesse prestazioni degli altri! Se ci fermiamo a piangerci addosso è naturale che succeda. Certamente non è un percorso rettilineo e privo di ostacoli, ma se c'è un obiettivo chiaro, quello è alla nostra portata.
Io ho faticato e sto faticando tanto. A volte non sogno per settimane, altri periodi invece sento la necessità di farlo e rappresenta  per me un rifugio sicuro. Cerco di dirottare sempre le mie preoccupazioni (visto che devo sempre preoccuparmi di qualcosa per carattere!) verso qualcosa di concreto e concedermi ai sogni come fossero un dolce dessert Smile
E ti dico che i risultati si ottengono. Nulla o poco ci viene regalato. Non è stare chiusi un paio di ore in una stanza che ci impedisce di raggiungerli, ma piuttosto la montagna di pensieri e insicurezze che accompagnano il maladaptive daydreaming.
avatar
Costolina

Messaggi : 10
Data d'iscrizione : 28.05.17
Località : Catania

Visualizza il profilo

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da Lunaxel il Dom Dic 10, 2017 10:15 pm

Ciao Costolina, mi fa piacere che tu sia intervenuta. Lo stare chiusi un paio d'ore in una stanza per una persona che lavora e ha una famiglia sono un tempo incredibilmente lungo che compromette le sue "prestazioni". Se succede una volta a settimana non è grave, ma se la persona in questione non è in grado di controllare questo impulso per periodi prolungati le prestazioni, familiari, lavorative ed umane, non potranno che risentirne negativamente. Il problema è che la fantasia compulsiva non si spegne automaticamente come la luce della camera quando esci per buttarti nel vortice dei doveri quotidiani. Te la porti in macchina, sul lavoro, mentre fai fare i compiti ai figli. Va da sé che ci sono persone non MD che hannno prestazioni simili o inferiori alle nostre per motivi diversi dai nostri. Per fortuna questo disturbo, almeno per me, sembra andare ad ondate: a volte sembro solo una persona un po' distratta e questo mi permette di raggiungere prestazioni di buon livello con conseguenti gratificazioni da parte dei superiori, ma quando l'MD si scatena (e ancora non ho capito perché si scatena proprio in quel momento e perché ad un certo punto si riacquieta) la cosa diventa più problematica. Per la deresponsabilizzazione sono daccordo con te, infatti non intendo scaricare la colpa delle mie mancate prestazioni sulla società: osservare, ragionare e criticare non vuol dire che non sento la responsabilità comunque delle mie azioni. Quello che dici è giusto, dobbiamo lavorare duro, perché un disturbo non giustifica l'indolenza. Non si può dire sono fatta così e basta. So che devo fare delle cose e farle bene, devo sforzarmi al massimo. Come altre persone hanno disturbi differenti, ma hanno il dovere morale di sforzarsi al massimo nonostante i loro limiti, così anche noi. Come lo zoppo non deve rassegnarsi e rinunciare a camminare perché gli è più difficile, così anche noi dobbiamo cercare di sforzarci al massimo delle nostre capacità e cercare di controllare questo problema. Ciò non toglie che, io ho diritto di essere quella che sono senza dovermi sentire una persona a metà. Idem lo zoppo, il down, la persona patologicamente timida, quella col disturbo d'ansia o di personalità, ecc.. Sebbene non possiamo scaricare tutta la colpa sulla società, mi sento comunque di ribadire che secondo me è una società malata e a farne le spese non siamo solo noi ma tutte le persone considerate più deboli: bambini, anziani, malati, persone con disturbi lievi o gravi, ma anche persone normali in fasi delicate o in difficoltà emotiva, anche temporanea. Insomma, chi non è al top dovrà remare controcorrente durante una piena. E se noi siamo i nuotatori e noi stessi (intesi come esseri umani) abbiamo creato questa piena e deciso che bisognava nuotare controcorrente, beh, sì, per me è proprio enormemente, profondamente malata. E non è vero che non si può cambiare, perché il pensare comune, il modo di vedere le cose e quindi la società, essendo essa una nostra creazione, è cambiata mille volte: per questo oggi alcuni down lavorano. solo quando ero piccola io venivano "dimenticati" nell'angolo della classe, molti che una volta erano "ciucci" oggi sono dsa, basti pensare che 80 anni fa in certi paesetti dell'entroterra le ragazze con gli occhiali venivano lasciate sole perché si pensava che avrebbero trasmesso chissà che tara ai figli. Per non parlare del ruolo della donna. La società siamo noi. Noi l'abbiamo creata e noi la cambiamo senza bisogno di guerre civili e rivoluzioni armate. Il mondo è cambiato perché noi abbiamo deciso che fosse ora di cambiarlo. Ci troviamo nel momento in cui ci si trova di fronte alla nostra creazione e ci si rende conto che è un mostro. Mano a mano che questa consapevolezza si allarga il cambiamento si sviluppa. Sta già avvenendo. Bisogna solo far attenzione a non esagerare in senso opposto (come nel caso da te citato del disoccupato)

Lunaxel

Messaggi : 28
Data d'iscrizione : 12.11.17
Località : Piemonte

Visualizza il profilo

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da Costolina il Lun Dic 11, 2017 8:28 pm

Ammiro il tuo ottimismo. Direi purtroppo, io non sono in grado di vedere in arrivo un cambiamento tanto positivo, ma certamente ci spererei.
Per quanto riguarda questa piccola, secondo me poi neanche tanto piccola, nostra minoranza di (concedimi il termine) disadattati, poterci aiutare intanto noi stessi reciprocamente potrebbe essere un modo per fare finalmente qualcosa. Ci vorrà ancora qualche anno prima di poter contare su un aiuto esterno, in attesa anzitutto del riconoscimento del MD quale disturbo di pertinenza psichiatrica (che non so a te, ma a me preoccupa abbastanza).
Secondo me la soluzione è l'azione. Abbiamo a portata di mano questo grande strumento che è il web e spero che sempre più daydreamers vengano allo scoperto e che prima o poi riusciamo anche ad incontrarci e avviare dei gruppi di supporto concretamente utili. Riesco ad essere più ottimista per quanto riguarda le nostre potenzialità Smile
avatar
Costolina

Messaggi : 10
Data d'iscrizione : 28.05.17
Località : Catania

Visualizza il profilo

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da Lunaxel il Mar Dic 12, 2017 7:19 pm

Assolutamente sì, le nostre potenzialità sono reali, dobbiamo "solo" (ed è questa secondo me la vera grande difficoltà di noi MDD) incanalare questa nostra particolarità in qualcosa di costruttivo e concreto e non in una fantasia a circuito chiuso. Il termine "disadattata" lo trovo più che adatto, io mi sono sempre vista come tale. Ora che ho quasi 50 anni mi sento un po' più adattata, forse perché con l'età subentrano forme di compensazione, o forse perché ormai sono arrivata a siglare una pace definitiva con me stessa, e quindi non considerando più la questione come un tempo. Una volta pensavo: "sono una disadattata" e piangevoora invece penso: "sono così e basta". Sembrerà strano, forse sfrontato, almeno agli occhi di chi non è MDD e non ammette certe stramberie, ma io sono così e mi piace essere così. Non voglio cambiare. Devo solo cercare, e a quanto pare ci riesco abbastanza (ho imparato con il tempo), a far collimare il mio diritto ad essere come sono (anche con i miei difetti o maladattamenti) con i miei doveri di mamma, moglie, amica e lavoratrice. Il mio ottimismo in fatto di cambiamenti non credo che sia un mio modo di vedere, ma che derivi semplicemente dai libri di storia. Siamo in continua evoluzione e la storia lo dimostra.

Lunaxel

Messaggi : 28
Data d'iscrizione : 12.11.17
Località : Piemonte

Visualizza il profilo

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da Admin.Valeria il Ven Dic 15, 2017 6:14 pm

Che bello leggervi ragazze Very Happy

Anch'io sono dell'opinione che la società è malata, ma non credo che le nostre prestazioni debbano essere necessariamente inferiori a quelle degli altri. Piuttosto metterei in discussione il concetto stesso di "prestazione", che è parte integrante della malattia della società. Non possiamo solo vivere, dobbiamo essere efficenti, utili, produttivi, consumatori. Lo dimostra il fatto che è molto difficile trovare un lavoro part-time e che se lo cerchi automaticamente si creda che tu "non abbia voglia", e che ti impegnerai meno. Il che non ha nessuna base logica: perchè se voglio passare meno tempo al lavoro, devo necessariamente lavorare con meno impegno?
Ma la nostra società è piena di fallacie logiche di questo tipo. I suoi parametri sono talmente ristretti che è molto facile cadere nella "a-normalità".
Ha ragione Lunaxel quando dice che bisogna cambiare la società; ma ha ha ragione Costolina quando dice che la società non si può cambiare e che dobbiamo cambiare il nostro modo di rapportarci ad essa. Come si fa??? Personalmente credo che non sia utile a nessuno, tanto meno a noi stessi, fare gli eroi e schiantarsi contro i mulini a vento; purtroppo i compromessi sono necessari, ma intanto, con gentilezza o con fermezza, interveniamo dove possiamo, proponiamo delle alternative, parliamo, trasmettiamo idee diverse. Giochiamo alle regole del gioco senza rinnegare noi stesse.

Costolina, quando hai detto che a volte consideri il mdd come un super potere, beh, penso sia così in realtà... Mi hai fatto venire in mente un sito che mi aveva colpito molto positivamente, creato dai nostri "amici matti" della sindrome di Tourette (quelli che infilano compulsivamente parole, anche parolacce, nei discorsi). Beh, qualcuno in Inghilterra ha voluto vederci il lato creativo e ha creato un sito: Tourettes Hero. https://www.touretteshero.com/


_________________
Valeria Franco

www.maladaptivedaydreamingitalia.com
avatar
Admin.Valeria
Admin

Messaggi : 41
Data d'iscrizione : 19.03.17
Età : 33
Località : Arzignano (Vicenza)

Visualizza il profilo http://www.maladaptivedaydreamingitalia.com

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da fantastico il Dom Ott 21, 2018 4:17 pm

scusate se vi rispondo dopo un anno, lo so, sono indecente Mad  scratch
Admin.Valeria ha scritto:
Il mdd non è direttamente causato da una vita isolata, ma da una vita insoddisfacente sì.
ciao valeria e grazie per la tua risposta.
Io non credo affatto che sia una vita insoddisfacente a generare queste nostre fantasie. Sicuramente un'insoddisfazione può attivarle, ma non penso ne siano la causa.

Io credo che questo nostro problema derivi da una mente biologicamente iperattiva, dotata cioè di una attività elettrica al di fuori del normale, eccessiva.

Quanti di voi per esempio soffrono di disturbo ossessivo compulsivo? Io ne soffro, e scommetto anche molti di voi.
E' stato appurato che la mente di chi ne soffre ha una attività elettrica molto più intensa del normale.

Ti posto un link che parla della mente iperattiva:

http://www.tenpennydreams.com/2015/08/20/curse-overactive-mind/

fantastico

Messaggi : 4
Data d'iscrizione : 24.06.17

Visualizza il profilo

Torna in alto Andare in basso

Re: i nostri maladaptive: confrontiamoci

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum