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Messaggio Da Admin.Valeria il Dom Mar 19, 2017 11:11 am

Ho sempre fantasticato molto, ma non sapevo perché. Così ho cominciato a fare delle ricerche su internet sul tema dei sogni e delle fantasie, ma tutto ciò che trovavo si riferiva alle fantasie erotiche oppure, in alternativa, trovavo alcuni articoli che elogiavano l’utilità dei “sogni ad occhi aperti” come stimolo alla creatività. Non si adattavano alla mia esperienza. Perciò ho effettuato la ricerca in inglese e finalmente mi sono imbattuta in un articolo che spiegava il concetto di Maladaptive Daydreaming. Mi riconoscevo in molti punti. Ho trovato articoli, siti e forum dove ho potuto confrontarmi con altri e leggere le loro storie, a volte strazianti, a volte piene di speranza, le loro confidenze, i loro suggerimenti, le loro sconfitte e vittorie. Ho deciso di creare un sito per diffondere la conoscenza di questo disturbo e per aiutare le persone come me in Italia. Ho deciso di riportare in italiano ciò che avevo letto nei siti in inglese in modo da agevolare gli italiani che non conoscono o conoscono poco l’inglese. Vorrei creare una comunità on line di sognatori compulsivi italiani, per darci reciproco aiuto e sostegno.
Negli ultimi anni il mio problema è migliorato molto e non costituisce più un'interferenza nella mia vita, ma credo che sia importante continuare a parlarne e a condividere ognuna delle nostre esperienze... condividere la nostra storia.

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Carlotta il Sab Mag 13, 2017 12:39 pm

Grazie per avere aperto questo forum perché io non ho Facebook, Anch'io come te ho sempre fantasticato e pensato di essere l'unica poi grazie al tuo sito ho scoperto che ci sono altre persone come me. Io ho iniziato prestissimo a fantasticare ( già a due anni sicuro) anche voi?

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Admin.Valeria il Sab Mag 13, 2017 5:48 pm

Ciao Carlotta! Benvenuta!
Si, anch'io ho iniziato da molto piccola. Da piccola i miei sogni erano più simili a fiabe o cartoni animati, poi crescendo sono diventati via via più realistici. Da adolescente sognavo la mia vita futura, come quando mi sarei innamorata o avrei avuto un lavoro e pensavo fosse normale sognare cose che non avevo. La cosa strana era che crescendo le cose accadevano, ma i sogni non se ne andavano. Erano storie, come avere un cinema nella testa. Nei periodi più sereni, se ne andavano, in quelli più bui diventavano preponderanti e mi portavano via molto tempo. Mi ci volle molto tempo per rendermi conto che soffrivo di depressione e ansia e da allora fu un lungo viaggio alla scoperta di cosa non andava nella mia vita e nelle mie convinzioni sulla vita. Ora che sto bene, con me stessa e con gli altri, i sogni non sono più un problema :-)

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Carlotta il Sab Mag 13, 2017 8:31 pm

Quindi sogni ancora? Hai fatto qualche terapia?

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Admin.Valeria il Dom Mag 14, 2017 8:06 pm

Sogno solo moderatamente Smile Non costituisce un problema e spesso lo uso per cose pratiche.
Ho fatto terapia, ma non a causa di questo, ma per curare ansia e depressione. Non esiste tecnicamente ancora una terapia per il mdd, è una cosa che i medici ancora non conoscono.
Tu hai mai fatto terapia?


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Re: La nostra storia

Messaggio Da Carlotta il Dom Mag 14, 2017 10:37 pm

No però sto per iniziare arte terapia

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Messaggio Da Admin.Valeria il Mer Mag 17, 2017 10:33 pm

Interessante! Fammi sapere come va poi e se hai avuto dei benefici, specialmente sui sogni...

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Dafne il Mer Mag 24, 2017 11:02 pm

Salve ragazzi , c'è qualcuno che ha problemi nel procrastinare ? La procrastinazione è un problema che accomuna molti mdd . Voi come gestite questa cosa ?

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Carlotta il Gio Mag 25, 2017 12:26 am

Si anche a me capita non pensavo fosse legato a questa patologia ma alla mia costante paura di sbagliare

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Messaggio Da Admin.Valeria il Sab Mag 27, 2017 6:21 pm

Si anch'io tendo a procrastinare, soprattutto le cose che mi spaventavano o che non volevo affrontare. Adesso cerco di impormi più controllo. La gestisco con le liste. Parlo di liste di cose da fare: è una bella soddisfazione e un gran sollievo depennare le cose fatte! E' la filosofia del "via il dente, via il dolore". Faccio una lista, la riguardo ogni giorno e cerco di depennare il prima possibile tutti gli elementi.

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Costolina il Dom Mag 28, 2017 8:13 pm

Ciao a tutti/e!
Anche per me procrastinare fa parte dell'eterna storia della mia vita, specialmente quando si tratta di affrontare delle situazioni in cui devo mettermi in gioco, con il conseguente rischio di fallire. Però mi sono resa conto nel tempo che proprio non affrontare queste situazioni genera più frustrazione di una non riuscita.
Quindi anche io ricorro a qualche trucchetto per costringermi a non rimandare ad oltranza. Creare delle liste delle cose da fare durante la giornata/settimana torna sicuramente utile, anche se bisogna stare attenti a non essere troppo ambiziosi. Spesso mi capita di fare ad esempio dei programmi di studio troppo intensi e difficili da rispettare e così facendo genero solo ansia, finendo per mollare tutto direttamente. Un sistema molto efficace per me è quello di coinvolgere qualcuno nel fare quella determinata cosa (ovviamente per ciò che è possibile), o ancora evitare qualsiasi fonte di distrazione per un paio di ore (io in genere spengo il telefono). Quando riesco a svolgere tutto quello che avevo da fare poi mi sento davvero soddisfatta.

Invece volevo chiedervi se a voi capita di avere difficoltà in ambito relazionale; spesso non riesco ad esprimere quello che penso (in realtà molto spesso non riesco io stessa a capirlo) e percepisco sempre una enorme differenza tra "quello che ho dentro" e quello che poi riesco ad esternare e trasmettere agli altri.
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Messaggio Da Admin.Valeria il Mer Mag 31, 2017 12:13 pm

Costolina ha scritto: Creare delle liste delle cose da fare durante la giornata/settimana torna sicuramente utile, anche se bisogna stare attenti a non essere troppo ambiziosi.

Verissimo Costolina, nel farsi i programmi è necessario essere obiettivi! Pretendere troppo da se stessi crea solo più frustrazione e quindi altre fughe dalla realtà, altri sogni.

Per quanto riguarda le relazioni personalmente ho trovato un buon equilibrio, riesco ad esprimermi, ma è una cosa che ho imparato a fare, non è innata. Specialmente nelle situazioni in cui la mia opinione contrastava con quella degli altri, specialmente se si trattava di una figura autorevole, non ero proprio in grado di esprimerla. Se ci provavo, tremavo e sudavo e mi veniva da piangere. Un po' alla volta mi sono rafforzata e ho preso il coraggio di dire la mia (ovviamente nei modi e momenti opportuni...)

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Re: La nostra storia

Messaggio Da fantastico il Gio Ago 17, 2017 12:49 pm

Admin.Valeria ha scritto:Ho sempre fantasticato molto, ma non sapevo perché. Così ho cominciato a fare delle ricerche su internet sul tema dei sogni e delle fantasie, ma tutto ciò che trovavo si riferiva alle fantasie erotiche oppure, in alternativa, trovavo alcuni articoli che elogiavano l’utilità dei “sogni ad occhi aperti” come stimolo alla creatività. Non si adattavano alla mia esperienza. Perciò ho effettuato la ricerca in inglese e finalmente mi sono imbattuta in un articolo che spiegava il concetto di Maladaptive Daydreaming. Mi riconoscevo in molti punti. Ho trovato articoli, siti e forum dove ho potuto confrontarmi con altri e leggere le loro storie, a volte strazianti, a volte piene di speranza, le loro confidenze, i loro suggerimenti, le loro sconfitte e vittorie. Ho deciso di creare un sito per diffondere la conoscenza di questo disturbo e per aiutare le persone come me in Italia. Ho deciso di riportare in italiano ciò che avevo letto nei siti in inglese in modo da agevolare gli italiani che non conoscono o conoscono poco l’inglese. Vorrei creare una comunità on line di sognatori compulsivi italiani, per darci reciproco aiuto e sostegno.
Negli ultimi anni il mio problema è migliorato molto e non costituisce più un'interferenza nella mia vita, ma credo che sia importante continuare a parlarne e a condividere ognuna delle nostre esperienze... condividere la nostra storia.

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ciao valeria, quali sono i sintomi del tuo maladaptive? isolamento? immagini di parlare con qualcuno?


fantastico

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Admin.Valeria il Dom Ago 27, 2017 7:18 pm

fantastico ha scritto:

ciao valeria, quali sono i sintomi del tuo maladaptive? isolamento? immagini di parlare con qualcuno?


Mi raccontavo delle storie, come un film. A volte immaginavo di parlare con qualcuno, anche oggi a volte ho dei dialoghi nella mia testa. L'isolamento lo accentua, per fortuna oggi sono meno isolata...

E i tuoi?

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Taumanova il Ven Ott 20, 2017 7:20 pm

Salve a tutti!

ho trovato questo forum cercando per curiosità informazioni in italiano sul Maladaptive Daydreaming, e sono incappato in questo forum piccolo e nascente e ho voluto provare proprio perchè da noi se ne parla ancora molto meno che fuori (ed è ancora poco mi sa!) Smile

Non sono uno molto da forum e se per caso sento il bisogno di confrontarmi finisco sempre su comunità internazionali.

Ammetto che ho un profilo molto coerente con il MDD ma non saprei spiegare esattamente quando è cominciato, se attorno ai vent'anni quando ho iniziato a giocare pesantemente di ruolo online ed è insorto come conseguenza al fantasticare sulle trame e le avventure che giocavo abitualmente, o se è una cosa precedente.

Sono capitato sul MDD nell'indagare problemi che credo di avere nonostante io abbia sempre creduto di avere una vita sommariamente normale, cercando quindi di capire di più su me stesso e sto indagando anche su altri disturbi (come i disturbi dissociativi e l'ADHD).

Purtroppo essendo disoccupato non posso permettermi alcun tipo di terapia, per quanto mi piacerebbe parlare con uno specialista anche solo per avere un aiuto ad interpretare ciò che sento, provo o, al contrario, fare chiarezza su ciò che non riesco a focalizzare.
Per questo motivo sto cercando di arrangiarmi da solo e tentare, per quanto possibile, di farmi un po' da medico da solo.


Fino a che ho giocato di ruolo ogni giorno, per ore, abitualmente (prima andavo all'università, poi lavoravo a turni e quindi potevo permettermelo tranquillamente), mi induceva a passare il tempo al lavoro a fantasticare.
Questo è anche uno dei motivi per cui fatico a fare il test, in quanto io ho la tendenza a fantasticare mentre faccio altro: avendo sempre fatto lavori con mansioni tendenzialmente solitarie o dove potevano esserci lunghi momenti di silenzio, ho sempre occupato questo tempo con un po' di musica (che non è mai stata un grande trigger per me, non sono una persona molto "musicale") e con le trame dei personaggi che giocavo.

Queste trame però non erano un rivivere quanto giocato ma sfruttare i personaggi miei e di chi giocava con me per costruire altre vicende, magari "what if" come dicono in inglese, per esplorare eventualità non capitate per scelte differenti o perchè avevo un'idea a riguardo ma che sapevo che non sarebbe mai accaduta nel gioco vero con le altre persone.

Da quando ho smesso di giocare per varie vicende, che mi hanno portato a tagliare progressivamente e senza traumi il cordone ombelicale e, insieme all'arrivo di progetti personali su cui lavorare, devo dire che il fenomeno si è molto ridotto, anche se il problema del procrastinare e dell'avere sempre questo rischio "attività fantastica in fondo alla mente", capita ancora che mi faccia perdere tempo a fissare un punto.

Essendo i miei progetti ancora su carta, non ho impegni, appuntamenti o altro. Non ho amici perchè non li voglio pur non avendo alcun tipo di problema a socializzare (non amo la gente, semplicemente) e tra me e la mia ragazza ci sono 3 ore di macchina, quindi ci vediamo solo un tot di volte all'anno (ma essendo passati più di 10 anni abbiamo il nostro equilibiro e siamo mediamente contenti così, non ci sono frustrazioni incapacitanti su questo argomento).

Detto questo per ora sono qua Very Happy
Non sono molto costante con le community proprio perchè non sono un gran interattivo ma bisogna prendere le occasioni al volo e seguire il flusso della vita così come si propone!

ps.1 sono grafomane, scusate. Il dono della sintesi non è mai stato mio. Neutral

ps.2 ho scoperto che la pagina inglese di Wikipedia è stata cambiata da "Maladaptive Daydreaming" a "Fantasy-prone Personality" [FPP] (per chi non mastica l'inglese si può tradurre circa come "personalità incline al fantasticare"). Non so se un giorno aggiungeranno "Disorder" (Disturbo, in italiano). Very Happy


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Re: La nostra storia

Messaggio Da Lunaxel il Lun Nov 13, 2017 5:38 am

Ciao a tutti. Sono le 4.41, e di dormire non se ne parla. La mia mente è una centralina dell'enel impazzita, vorrei scrivere tutto contemporaneamente, sono eccitata fino a rischiare il black-out. Mi sono riproposta di essere contenuta almeno entro il limite di Tauranova (non ti scusare, il tuo post me lo sono bevuto come acqua fresca). Ho 46 ani e Dio solo sa da quanto tempo rivolto enciclopedie e web alla ricerca di un nome. "cosa sono"? Le alternative le ho analizzate tutte, da quando sono adolescente ad oggi, ed eliminate una ad una per esclusione: schizofrenia (in prima liceo divoravo libri di psichiatria, invano), schizoidia (la più accreditata ma non completamente sovrapponibile al mio stato), ADHD. Ieri ho tentato di nuovo, non so neanche come sono arrivata a voi, ma mio Dio, tutte quelle descrizioni nel sito e nei test!!!! Sembrano scritte da me. Nella mia vita ho cercato di definirmi, capire come funzionasse il mio cervello mattacchione, ma, e nessuno si offenda, mai e poi mai ho potuto pensare a me stessa come ad una persona "normale". Con il passare degli anni, tanta fatica e un'enorme sforzo condito da fiumi di lacrime ho imparato ad accettarmi, riconoscere le mie qualità e quindi il mio valore... e sempre tramite, inutile dirlo, le mie fantasticherie, i miei alter-ego immaginari, i miei film mentali. L'adolescenza è stato un puro inferno. Sentivo di non essere come gli altri e mano mano che ragionavo su questo "qualcosa" cercavo una definizione che desse stabilità (almeno apparente, nominale) alla mia situazione. So che può sembrare offensivo, ma credetemi non lo è, non arrabbiatevi per quello che sto per scrivere: ho desiderato essere down. Io ero così "assente", "strana", "disadattata"... ma per il mondo ero ufficialmente "normale" quindi da me ci si aspettavano comportamenti e prestazioni "normali". Nella mia immaturità adolescenziale,ancora ignara della gran parte delle cose della vita, ho invidiato chi aveva un "riconoscimento" ufficiale della sua condizione. So che è follia e forse mancanza di rispetto, ma davvero, pensavo: se almeno fossi down, nessuno pretenderebbe da me un'allineamento agli standard (lavorativi, sociali e comportamentali) che non posso, e sottolineo non posso, soddisfare. Adoravo fare volontariato con i malati di mente e i bambini down, e ancora oggi sento attrazione verso di loro e altre forme di disadattamento mentale o emotivo, ho un rispetto e una stima particolari, perché il loro mondo è il mio mondo. Come potrei definirmi "adattata" se il mio corpo vive sulla terra e la mia mente su Marte? Ora ho superato la fatidica soglia dei 40 anni e davvero, ragazzi, ho capito l'espressione "la vita inizia a 40 anni": mi si è aperto un universo fatto di accettazione, autostima (questa sconosciuta) e rispetto per me stessa. Amo essere una Daydreamer, ma il cavallo imbizzarrito che ho nella testa... sì, andrebbe domato. Arrivare ad avere mal di testa, senso di "nausea mentale", non sapere doe hai messo una cosa, o cos'hai fatto nei momenti recedenti, arrivare all'ora di cena e scoprire di aver perso un pomeriggio di opportunità... Ci sono periodi in cui è gestibile, lunghi periodi, ma poi arriva un trigger più specifico e .... L'ultima volta, mesi fa ho visto Sherlock, la serie della BBC... Quello non è stato un trigger è stata una bomba... devo ancora uscire da questa sirena, che non mi molla, non mi molla.... è come essere un tossicomane che vuole smettere ( bè, non esageriamo, nel nostro caso smettere significherebbe uccidere una parte di noi che ha il diritto di esistere), e avesse un cassetto pieno di stupefacenti, e il potere di aprirlo e farne uso senza essere né visto né bloccato da niente e nessuno. Questa versione di Sherlock è perfetta per me. Perché io non sogno me stessa, mai, ma una persona su cui proietto me stessa. Questo io immaginario, o alter ego, è sempre uomo (mi sarebbe piaciuto essere un uomo, ma non posso dilungarmi troppo per ovvi motivi), carino e affscinante (qualità, aihmé mai possedute)ovviamente insabile o disadattato (praticamente io),  Non smetto mai di creare nuove situazioni e rielaborare e arricchire quelle presenti nella serie, e ovviamente sono sogni dove a venir fuori è la sua stranezza e il fatto che gli altri non lo capiscono, la sua consapevolezza dell'essere diverso ecc... ho un altro alter ego, Friedrich, ovviamente uomo, ovviamente carino ma non eccessivamente (non mi sono mai piaciuti il super figo, il super bravo ecc...) e ovviamente disadattato. Questa volta però personaggio completamente mio, storia completamente mia, pensieri e situazioni narrate completamente vere. Praticamente un diario personale scritto sotto falso nme. Mi ha aiutato molto nella riflessione e nella veicolazione dei sogni, ma sognare ad occhi aperti è un'altra cosa, ne ho bisogno com l'aria che respiro e comnque è impossbile frenarla.
Non credo che la vita noiosa c'entri nulla. Ho talmente tanti interessi che mi entusiasmano e che mi stimolano dal punto di vista mentale ed emotivo, che mi danno soddisfazione pura, ma il sognare ad occhi aperti è una droga talmente potente e così facilmente disponibile, da distogliermi persino da quelli.
Parlarne con qualcuno? Un terapeuta addirittura? Ho desiderato farlo, ne avevo e ne ho un gran bisogno, e per questo vorrei intasare il forum di post logorroici, ma... parlare ad una persona in carne ed ossa, che mi guarda negli occhi, mi chiama per nome, mi riconosce... Mai e poi mai. Non a caso ho aperto un'e-mail apposita per iscrivermi al forum, perché nella mia figurano il nome e il cognome, e mi sono chiamata Lunaxel. E tutta questa copertura qui, dove tutti sono come me (non mi sembra vero aver trovato persone come me, avevo perso le speranze), figuriamoci la fuori. Tutti sanno che sono "svampita", "distratta", mio figlio di 10 anni ogni tanto mi chiede se lo sto ascoltatdo o perché sghignazzo. A volte cambio stanza o vado in bagno, perché voglio finire una scena particolarmente bella, ma se sapessero i dettagli della mia distrazione, sarebbe finita, sarei finita. Avrei ancora tanto da dire, ma capisco che sarebbe eccitante per me e terribilmente noioso per voi...  Mi fermo qui, vi auguro buona giornata e incrocio le dita di essere sufficientemente concentrata sul lavoro, da non causare pasticci ed essere di nuovo richiamata dal direttore. Sto provando il ginseng, spesso mi dimentico di prenderlo, ma mi sembra che mi aiuti. Ciao Very Happy

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Re: La nostra storia

Messaggio Da Admin.Valeria il Dom Nov 26, 2017 8:08 pm

Ciao Lunaxel!
Sento moltissima eccitazione nelle tue parole e ti capisco!
Quando ho scoperto il mondo del maladaptive daydreaming mi sentivo super eccitata, per giorni non ho pensato ad altro e ho letto più post possibili della gente che ne parlava. Siamo in tanti, abbiamo così tante storie! E' fantastico scoprire cosa ci accomuna e le differenze tra uno e l'altro. Per esempio, non avevo ancora incontrato chi nei sogni sceglie il sesso opposto. Il bello dei sogni è questo, sono così personalizzabili, non ci vuole niente. Come un videogioco che permette di creare il proprio personaggio.
Anche questo desiderio di desiderare di essere down non l'ho incontrato prima, ma lo capisco molto bene. Non credo sia offensivo, anzi, credo che solo chi ha un grande rispetto per loro possa dire una cosa del genere, in qualche modo li poni come dei modelli. Qualcosa di simile l'ho provato io nei confronti delle donne del passato stile Jane Austen, che non dovevano occuparsi d'altro che di maritarsi e farsi mantenere; e me ne sono vergognata, in quanto sono una femminista ed effettivamente non vorrei mai vivere in quel modo, ma ci sono stati momenti in cui ho subito il fascino del non dover dimostrare così tanto ogni giorno, arrabattarsi per il lavoro, "farcela". Non sarebbe bella una vita passiva, senza pretese?
In realtà no, si invidia solo ciò ce non si ha. E i nostri desideri, le nostre fantasie, ci parlano spesso di ciò di cui la nostra anima ha fame in un certo momento: Forse a me dicevano che avevo voglia di essere alleggerita dalle aspettative, forse a te parlavano di un desiderio di candore mentale, semplicità.
Credo che i sogni ad occhi aperti dicano molto di noi, ma non sempre in modo diretto: vanno interpretati, come i sogni notturni.
Per quanto riguarda il paragone con la droga, per me è azzeccatissimo, lo porto sempre anch'io come esempio! E' una dipendenza, e come tale va trattata. Mi piacerebbe un giorno che ci fossero dei gruppi tipo alcolisti anonimi per i mdders. Mi piacerebbe crearli, ma siamo sparsi qua e là e in molti sono restii a passare dal virtuale alla vita reale. Magari con il tempo, quando lo stigma sul mdd si attenuerà, si potrà pensarci! Smile




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